17 – API 525

il compressore api 525 in formato lunchbox

Il compressore Api 525 in formato lunchbox

L’Api 525 è un prodotto particolare. Sicuramente non è un compressore flessibile o abbastanza versatile da funzionare bene su qualsiasi cosa.  Il layout del pannello frontale mostra chiaramente il suo approccio abbastanza insolito.  Le modalità C (compressione) e L (limiter) rappresentano rispettivamente il rapporto 2: 1 o 20: 1. Gli interruttori a pulsante selezionano uno dei quattro tempi di rilascio, che vengono successivamente variati in base alla frequenza del segnale in ingresso. Allo stesso modo, il tempo di attacco viene determinato automaticamente a seconda dell’input. E’ dotato di un controllo IN per la threshold, di un OUT per il make-up gain. e di un esclusivo controllo ceiling che regola simultaneamente sia il guadagno in ingresso che il guadagno in uscita. Serve ad aumentare o diminuire la quantità di compressione compensando automaticamente il make-up gain. Inoltre, c’è anche un’opzione di de-essing.

Il suo utilizzo è poco intuitivo, richiede pratica e tempo per ottenere buoni risultati. Ciononostante l’Api 525 è un’apparecchiatura di tutto rispetto. Ottimo su chitarre, voce, batteria e basso, ha un suono che ricorda vagamente lo storico 1176. Trasmette calore e corpo evidenti, e rende il segnale  più ricco e spesso. Raramente è la prima scelta, ma inserito nel rack insieme ad altri,  può portare un colore distintivo alla tavolozza del mix, difficilmente ottenibile con altri mezzi.

L’Api 525 è disponibile solo in formato serie 500, quindi per usarlo occorre un lunchbox o un contenitore simile con relativa alimentazione.

E’ acquistabile qui