Un elenco definitivo

Qual è  il miglior compressore di sempre? Per rispondere a questa domanda, David Felton di Attack Magazine ha compilato un elenco che possiamo considerare definitivo dei venti processori di dinamica che hanno fatto la storia del suono nelle produzioni di musica dance, e non solo.

E’ comprensibile supporre che l’utilizzo di compressori hardware di cosiddetta fascia alta non sia realmente indispensabile per la maggior parte dei produttori di musica dance. Sono costosi, difficili da usare e quindi meno convenienti dei plugin. In ogni caso, secondo l’autore dell’elenco, ci sono comunque ottime ragioni per conoscere la sua lista che sicuramente include il miglior compressore di sempre.

La prima ragione è che non tutti i compressori presenti nell’elenco sono in realtà così costosi. Poi, in generale, le apparecchiature vintage più famose (e costose) influenzano direttamente gli strumenti attualmente utilizzati per fare musica. Per questo sono disponibili molte opzioni hardware low-budget dei grandi classici. In effetti le probabilità che un producer di musica dance decida di investire una piccola fortuna su un Fairchild 670 (uno dei più amati, costosi e pesanti compressori analogici mai creati) sono davvero poche.

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Infine,  quasi tutti i plug-in di compressione, direttamente o indirettamente, si ispirano al suono e alle caratteristiche dei migliori compressori hardware realizzati negli anni ’60 e ’70. Gli sviluppatori di software negli ultimi anni hanno modellato ed emulato la maggior parte dei compressori di questa lista. Quindi, è probabile trovarne in commercio il relativo plugin che suonerà (quasi) identico alla versione hardware.

In questa lista è presa in esame una selezione di venti esemplari,  tra i quali c’è sicuramente il miglior compressore di tutti i tempi. In realtà l’autore adotta un approccio piuttosto ampio alla compressione includendo compressori, limitatori, amplificatori di livellamento. Sarebbe quindi più appropriato definirla i venti migliori processori di dinamica mai realizzati

Il conto alla rovescia comincia con un improbabile classico:

20 – Alesis 3630

Il compressore/gate Alesis 3630

Il compressore/gate Alesis 3630

Questa scatoletta dall’aspetto abbastanza innocente prende il nome dal numero civico dell’indirizzo del quartier generale di Alesis. Secondo la stessa Alesis è il processore di dinamica più popolare mai realizzato.  In realtà, anche se è vero che è stato uno dei prodotti più venduti, sicuramente non è stato uno dei più apprezzati. 

Sebbene offrisse sia flessibilità (compressione dual-channel VCA/RMS  e due noise gate indipendenti) sia un prezzo entry-level, il 3630 è stato la rovina di molti produttori fin dalla sua dalla sua introduzione, circa trent’anni fa.

Infatti suscitò immediatamente lamentele per alcuni difetti. Innanzitutto era rumoroso, creava distorsione e rendeva il suono sordo e senza vita. Inoltre i due canali erano spesso mal coordinati, rendendolo inutile per le applicazioni stereo. 

Nonostante queste caratteristiche, ha definito il suono della compressione sidechain che divenne un marchio di fabbrica della musica house francese alla fine degli anni ’90 e poco dopo conquistò il mondo. Dal momento che più di qualche star (sorprendentemente) rivelò il suo amore per il 3630, divenne un classico di culto: questo è il compressore che caratterizza il suono di Homework and Discovery dei Daft Punk e che Stardust ha usato per Music Sounds Better With You.

Molto probabilmente l’Alesis 3630 non è la migliore scelta per uno studio di registrazione moderno, ma è un utile promemoria del fatto che non è indispensabile disporre di attrezzatura costosa per fare grandi dischi. Facilmente reperibile nel mercato dell’usato a meno di 100 euro, alla fine del 2011 ne è stata messa in commercio una versione aggiornata. L’Alesis 3632, acquistabile qui. Mantiene il carattere sonoro dell’originale ma presenta molti meno problemi.