31 marzo 2019 – 9ª giornata mondiale del backup

baby fonico arrabbiato davanti al computer

Il 31 marzo di ogni anno in tutto il mondo si celebra il World Backup Day. E’ stato istituito nel 2011 per rendere le persone consapevoli dell’importanza di fare con regolarità il salvataggio dei dati presenti sui propri computer, smartphone e tablet in uno spazio diverso da quello utilizzato quotidianamente. Come per altre figure professionali, per un tecnico del suono è di fondamentale importanza avere una copia di sicurezza di tutti i file di cui non ha disponibilità immediata.

 

Il backup dei file in studio

In uno studio di registrazione professionale o di home recording, i primi dati da mettere al sicuro sono le take registrate sull’hard disc. Perdere i file di una o più sessioni di registrazione innanzitutto significherebbe dover rifare ogni cosa, naturalmente a proprie spese. In alcuni casi, oltre alla pessima figura, potrebbe comportare anche una richiesta di risarcimento da parte del cliente per il tempo perso. Questo perché al giorno d’oggi non c’è attacco informatico o catastrofe naturale che giustifichi la mancanza di un sistema efficace di backup.

I giga di musica da salvare potrebbero essere davvero tanti, specialmente se lo studio ha l’occasione di lavorare contemporaneamente su più progetti. Per questo motivo, in linea di massima, al termine di una produzione è buona prassi conservare solo le take buone e salvare i lavori chiusi su un supporto diverso da quello si cui si è ancora all’opera.

Altri file da tenere in grande considerazione nella pianificazione del backup sono i file di progetto. Cubase e Logic Pro li chiamano project, per Protools sono session, mentre Studio One li considera semplicemente song. Sono quei file che contengono tutte le istruzioni per gli interventi di editing non distruttivo, le automazioni, i collegamenti ai vari file audio e midi, etc. Se nei file wave c’è tutta l’arte dei musicisti, all’interno di questi file c’è tutto il lavoro del tecnico. Allo stesso modo occorre mettere al sicuro le programmazioni di synth ed effetti salvate come user preset. In alcuni casi sono inglobati nel file progetto, ma molto più spesso  sono memorizzati in directory dedicate.

schermata della popolare DAW Studio One
Una schermata della popolare DAW Studio One – Photo credit: https://www.sweetwater.com

Infine, anche i file di installazione di software e plugin meritano una certa attenzione. Fino a poco tempo fa erano acquistabili in copie fisiche come CD-ROM e DVD.  Oggi molti di essi sono distribuiti in digital download. In assenza di una connessione internet super-veloce, scaricarli tutti da capo potrebbe richiedere molto tempo. 

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Il backup dei file per il live

I sistemi informatici su cui fanno affidamento i fonici in studio sono dei computer fissi. Hanno prestazioni altissime e spesso sono di grosse dimensioni: questo fa sì che oggi in molti casi siano considerati il cuore dello studio che li ospita. Hanno rubato questo posto d’onore alle grandi console che fino a qualche anno fa erano l’elemento che contraddistingueva uno studio professionale

Nel mondo del live invece, la console ha mantenuto inalterato il suo primato all’interno del sistema di lavoro: è a tutti gli effetti la centrale operativa  del suono. Inoltre, il cosiddetto passaggio al digitale ha fatto sì che l’importanza del suo ruolo sia sempre più marcata. All’interno di una console digitale ogni tecnico può creare il proprio spazio di lavoro e personalizzarlo in base al proprio modo di mixare, alle caratteristiche dello show, della venue, del sistema di amplificazione utilizzato.

La schermata di configurazione I/O della console Digico SD12
La schermata di configurazione I/O della console Digico SD12 – Photo credit: http://www.digico.org

Ogni volta che ce ne sia la necessità questi dati vengono creati, editati, salvati, oppure cestinati. Per certi aspetti, la console rappresenta un vero e proprio sistema informatico ed è importante mettere al sicuro i suoi dati, al pari delle take registrate in studio. Fare almeno una copia di backup di queste impostazioni è fondamentale per le stesse ragioni. Inoltre in alcuni casi, come ad esempio un tour dal ritmo abbastanza serrato, potrebbe non esserci materialmente la possibilità di rifare tutto daccapo. 

Un altro strumento di lavoro imprescindibile per un tecnico del suono live è senza dubbio il suo portatile, o sempre più spesso un tablet. Al suo interno solitamente sono installati software per la misurazione, oppure per la configurazione dell’impianto. In altri casi sono presenti lettori multimediali o programmi di proiezione audio-video. Molto più spesso trovano posto i software di controllo delle console. Ognuna di queste installazioni, con i suoi relativi preset e librerie rappresenta un sistema di lavoro costruito su misura del tecnico che l’ha creato: avere a disposizione una copia di backup è l’unico modo per ripristinarne la piena funzionalità in brevissimo tempo. 

postazione di un fonico live con due laptop accesi
Postazione di un fonico live – Photo credit: https://www.jestpic.com

Esistono vari modi per eseguire un backup appropriato dei propri dati. In alcuni casi può essere sufficiente una memoria USB da pochi giga, in altri casi è necessario o un hard disc esterno da qualche tera, in altri ancora la soluzione più appropriata può risultare un servizio di storage online, attraverso un cosiddetto servizio cloud

Ma è importante ricordarsi una regola fondamentale: il cloud è il computer di qualcun altro. E quel qualcun altro non sempre ha a cuore i vostri dati quanto li avete voi. Lo hanno scoperto di recente, con amarezza, gli utenti di MySpace.

Paolo Attivissimo – https://attivissimo.blogspot.com

Per questo, anche se il cloud presenta l’innegabile vantaggio di essere immediatamente accessibile da qualunque posizione, è comunque consigliabile avere anche una copia fisica dei propri file. Una soluzione piuttosto sicura è un disco rigido di qualità, isolato dal web, protetto da password, custodito in un edificio lontano dalla fonte dei dati.

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